L’Acropoli di Atene è il simbolo della Grecia, dei fasti della sua civiltà classica e il punto di riferimento più significativo della cultura greca. Sorge a 156 metri sul livello del mare, sulla sommità pianeggiante di un promontorio roccioso che domina la valle di Ilissos: una visita alla ‘città alta’ è imperdibile.
Voluta nel V secolo a. C. da Pericle, l’Acropoli comprende i 4 capolavori dell’arte classica greca: il Partenone, costruito da Ictino, i Propilei, gli ingressi monumentali della zona sacra dedicata ad Atena, l’Eretteo e il tempio di Atena Nike. Oggi il sito è patrimonio mondiale dell’Unesco.
Nel corso dei secoli l’Acropoli è stata danneggiata più volte, dai saccheggi bizantini alla trasformazione ottomana in moschea, fino all’esplosione del 1687 e alla rimozione dei marmi da parte di Lord Elgin: trovate la cronologia completa nella sezione Storia dell’Acropoli, più avanti in questa pagina.
Il momento migliore per salire è al tramonto, quando il rosso e l’arancio avvolgono i templi e una leggera brezza rinfresca l’aria. Un ottimo punto d’osservazione si trova vicino a dove sventola la bandiera greca: da lì potrete osservare Plaka e le rovine del tempio di Zeus.
L’Acropoli è l’attrazione più visitata di Atene e di tutta la Grecia: per visitarla è necessario acquistare online un biglietto di ingresso su questa pagina o prendere parte a un tour guidato. Ci sono diverse tipologie di biglietto: scegliete quella che fa per voi!
Dal 1° aprile 2025 il prezzo del biglietto d’ingresso in alta stagione (1 aprile – 31 ottobre) è di 30 euro a persona, senza riduzioni disponibili in questo periodo. In bassa stagione (1 novembre – 31 marzo) la tariffa torna più bassa: vi consigliamo di verificare l’importo esatto sul sito ufficiale, perché i prezzi invernali sono stati rivisti più volte nell’ultimo anno.
Hanno diritto all’ingresso gratuito i cittadini UE fino a 25 anni (con documento d’identità) e i minori di 5 anni; sono previste riduzioni per studenti, over 65 e persone con disabilità (con relativo certificato). L’ingresso è gratuito per tutti in alcune date fisse: 6 marzo, 18 aprile, 18 maggio, l’ultimo fine settimana di settembre, 28 ottobre e la prima domenica del mese da novembre a marzo.
Il biglietto è legato a una fascia oraria di 60 minuti, con tolleranza di 15 minuti prima e dopo.
Vista l’alta affluenza di turisti all’Acropoli, è altamente consigliato prenotare il biglietto di ingresso in anticipo direttamente online, cliccando sul box di seguito. Acquistando il biglietto online sarà possibile evitare le lunghe code che si formano ogni giorno alle biglietterie.
In alternativa, per scoprire tutto sulla meravigliosa Acropoli potete richiedere un’audioguida o farvi accompagnare da una guida esperta durante la vostra visita. Il costo è poco più alto del biglietto di ingresso e anche acquistando questi ingressi si risparmierà tempo evitando di fare la fila alla biglietteria.
Se oltre all’Acropoli volete visitare anche altre attrazioni di Atene, come il Museo dell’Acropoli o l’Agorà, il biglietto combinato è l’ideale per risparmiare sui singoli ingressi e saltare la fila a tutte le biglietterie.
Secondo gli orari comunicati dal Ministero della Cultura greco, l’Acropoli osserva il seguente calendario: in inverno (novembre-marzo) apre dalle 8:00 alle 17:00, con ultimo ingresso alle 16:30; in estate (aprile-ottobre) dalle 8:00 alle 20:00, con ultimo ingresso alle 19:30. Da settembre a fine ottobre l’orario di chiusura si riduce di circa 30 minuti ogni due settimane, seguendo l’accorciarsi delle giornate.
Il sito è chiuso il 1° gennaio, il 25 marzo, il 1° maggio, la domenica di Pasqua ortodossa e il 25-26 dicembre. Nelle ultime due estati l’Acropoli ha chiuso temporaneamente a mezzogiorno per alcune ore a causa di ondate di calore estremo: se viaggiate in piena estate, tenete d’occhio gli avvisi ufficiali nei giorni immediatamente precedenti la visita.
La roccaforte dell’Acropoli custodisce i templi costruiti nell’età di Pericle, con la supervisione artistica di Fidia, il maggiore scultore dell’antichità classica. Oggi restano le rovine di quegli edifici, ma la scala dei monumenti e la qualità del marmo pentelico lasciano ancora intuire lo splendore originale.

Il Partenone è il monumento simbolo dell’Acropoli e dell’intera Grecia. La sua costruzione, attribuita agli architetti Ictino e Callicrate sotto la supervisione di Fidia, iniziò nel 447 a.C. e richiese nove anni; la decorazione scultorea fu completata nel 432 a.C.
Il tempio, dedicato ad Atena Parthenos, è in stile dorico: presenta otto colonne di marmo pentelico su ciascun lato corto e diciassette sui lati lunghi, secondo un rapporto di 9:4 tra le proporzioni verticali e orizzontali. Nella cella centrale era custodita la statua crisoelefantina di Atena, in oro e avorio, opera dello stesso Fidia; sul retro, quattro colonne ioniche, una scelta rara in un edificio prevalentemente dorico.
Nei secoli il Partenone fu trasformato in chiesa cristiana, poi in moschea e infine in deposito di munizioni ottomano: fu proprio questo utilizzo a provocarne, nel 1687, la distruzione parziale, quando un colpo di mortaio veneziano fece esplodere la polveriera. Il restauro avviato nel 1975 dal Ministero della Cultura ha permesso di liberare da pochi mesi il tempio dalle impalcature, oggi visibile per la prima volta da decenni senza strutture di cantiere.

I Propilei costituiscono l’ingresso monumentale dell’Acropoli. Progettati dall’architetto Mnesicle e costruiti tra il 437 e il 432 a.C., videro i lavori interrotti dallo scoppio della guerra del Peloponneso e rimasero incompiuti.
Il corpo centrale, in marmo pentelico e pietra grigia di Eleusi, presenta sei colonne doriche simili a quelle del Partenone. Le due ali laterali dovevano ospitare a nord la Pinacoteca, una galleria d’arte destinata anche ai banchetti, e a sud un semplice portico, mai completato. Davanti all’edificio si trova un piedistallo di marmo alto dieci metri, un tempo sormontato da una scultura equestre dedicata a un re di Pergamo.
Trasformati nel tempo in palazzo vescovile bizantino e poi in polveriera ottomana, i Propilei furono danneggiati da un’esplosione e in parte ricostruiti nel corso dei restauri moderni.

L’Eretteo ha una pianta asimmetrica, imposta dal terreno irregolare e dalla necessità di integrarsi con santuari preesistenti, e combina gli ordini dorico e ionico. Fu costruito tra il 420 e il 406 a.C., in piena guerra del Peloponneso: il lato est era dedicato ad Atena Polia, quello ovest a Poseidone.
Il tratto più noto dell’edificio è il portico sud-ovest, sostenuto da sei statue femminili alte circa sei metri, le Cariatidi. Quelle visibili in loco sono copie: gli originali, a eccezione di uno portato a Londra, sono conservati al Museo dell’Acropoli. Il fregio del tempio combina, in modo insolito, figure di marmo bianco su uno sfondo di marmo grigio scuro.
Danneggiato da un incendio in epoca classica, l’Eretteo fu trasformato in basilica cristiana nel VII secolo e, durante il periodo ottomano, in harem: fu allora che il portico nord venne murato.

Con 27 metri di lunghezza e 18 di larghezza, il Tempio di Atena Nike è la struttura più piccola dell’Acropoli. Fu costruito nel 420 a.C. dall’architetto Callicrate, con quattro colonne ioniche monolitiche sul fronte e sul retro.
Il fregio scultoreo raffigura su tre lati battaglie tra greci e persiani, mentre il lato est è dedicato agli dei dell’Olimpo. Il tempio sorge su un bastione roccioso nell’angolo sud-ovest della rocca e custodiva la statua lignea della Apteros Nike, la Vittoria senza ali: privata delle ali, secondo il mito, la dea non avrebbe mai potuto lasciare Atene.
Trasformato in chiesa nel V secolo e poi in deposito di munizioni ottomano, il tempio fu smontato per costruire un bastione difensivo e ricostruito solo nel 1834. Un ulteriore restauro, nel 1998, ha eliminato il pavimento in cemento aggiunto in epoca moderna e trasferito il fregio originale al Museo dell’Acropoli.

Sul versante meridionale della rocca si trova il Teatro di Dioniso, il più antico teatro della Grecia: nato in legno, ospitava le rappresentazioni delle tragedie di Eschilo, Sofocle ed Euripide e le commedie di Aristofane durante le Grandi Dionisie, le feste in onore del dio del vino e del teatro.
Riscoperto alla fine dell’Ottocento, il teatro visibile oggi è in gran parte di epoca romana: gli archeologi hanno individuato nove fasi costruttive distinte. Delle 64 file di gradini che un tempo ospitavano circa 17.000 spettatori, solo 20 sono giunte intatte fino a noi.
Poco più in alto, alcuni gradini conducono al Santuario di Asclepio, costruito intorno a una sorgente sacra: il culto del dio della medicina fu introdotto ad Atene nel 429 a.C., durante un’epidemia di peste.

Alla base dell’Acropoli, l’Odeon di Erode Attico è ancora oggi utilizzato per spettacoli teatrali e musicali, in particolare durante il Festival di Atene, che si tiene ogni anno tra giugno e settembre. Fu costruito a partire dal 161 d.C. da Erode Attico in memoria della moglie.
L’anfiteatro semicircolare, disposto su 32 file di gradoni, può ospitare fino a 6.000 spettatori; nei tempi antichi un tetto in legno copriva la scena, larga 35 metri. Nel corso del Novecento ha ospitato concerti di Maria Callas e del Balletto del Bolshoi, oltre ad artisti contemporanei come Elton John e Sting. L’ingresso non è consentito ai bambini sotto i 6 anni.
Tra il Partenone e l’Eretteo si trovano le fondamenta del Tempio antico di Atena Poliàs, risalente al VI secolo a.C. e dedicato al culto della dea protettrice della città. Costruito e distrutto più volte, fu demolito definitivamente nel 480 a.C. e sostituito dall’Eretteo, anche se alcune sculture originali sono sopravvissute fino a oggi.
L’edificio, in ordine dorico, misurava circa 21 per 43 metri, con sei colonne sul lato corto e dodici su quello lungo. Le fondamenta combinano materiali e tecniche costruttive diverse, segno delle numerose fasi di ricostruzione che l’edificio ha attraversato.

A circa un chilometro dal Partenone, nel quartiere di Makryianni, sorge il Museo dell’Acropoli, inaugurato nel 2009: 8.000 metri quadrati di esposizione, in gran parte scultorea, che raccontano la vita sulla rocca sacra dalla preistoria alla tarda antichità. Al piano terra, un pavimento di vetro lascia intravedere gli scavi di un quartiere del V secolo d.C. portato alla luce durante i lavori di costruzione.
Al terzo livello si trova la Sala del Partenone, dove sono esposti il fregio e le sculture del tempio restituite dal Regno Unito dopo la loro rimozione da parte di Lord Elgin. Il museo dispone anche di bar, ristorante e bookshop, ed è visitabile con un biglietto separato rispetto a quello dell’Acropoli.
Nella mappa seguente potete vedere la posizione dei principali luoghi di interesse citati in questo articolo.
Ci sono due ingressi. Quello principale è sul lato ovest, in via Theorias, raggiungibile a piedi da Plaka e da piazza Monastiraki in circa dieci minuti, passando accanto alla Biblioteca di Adriano. L’ingresso laterale, in via Dionysiou Areopagitou, è a due minuti a piedi dalla fermata della metropolitana Acropoli (linea 2) ed è generalmente meno affollato, perché usato soprattutto da piccoli gruppi e possessori di biglietti prioritari.
Dall’ingresso ovest, in via Theorias, il percorso sale prima verso il piccolo tempio della Nike, visibile già dai primi gradini sulla destra, e poi attraversa i Propilei, l’unico varco monumentale della rocca. Superata questa soglia, a destra si trova l’Eretteo con la Loggia delle Cariatidi, spesso il primo monumento che si incontra perché più vicino all’uscita dei Propilei.
Proseguendo verso il centro della spianata si arriva al Partenone, che conviene costeggiare sul lato lungo nord prima di raggiungere l’angolo sud-est, il punto più aperto per fotografarlo senza il controluce del mattino. Da qui vale la pena spostarsi verso il bordo nord-orientale della rocca, vicino alla bandiera greca, per la vista su Plaka e sulle rovine del tempio di Zeus.
Chi ha tempo può scendere dal versante sud, dove si incontrano in sequenza il Teatro di Dioniso e, poco oltre, l’Odeon di Erode Attico: un percorso in discesa di circa 20 minuti che riporta verso via Dionysiou Areopagitou, a pochi passi dal Museo dell’Acropoli. Con questo giro completo, ingresso ovest e uscita sud, si copre l’intero sito senza dover tornare sui propri passi.
La rocca dell’Acropoli fu abitata fin dal Neolitico e fortificata in epoca micenea, quando ospitava un insediamento reale protetto da mura ciclopiche. Dal 510 a.C. l’oracolo di Delfi ne decretò l’uso esclusivamente religioso, ma nel 480 a.C. l’esercito persiano di Serse rase al suolo i templi allora esistenti, compreso il primo Partenone, ancora incompiuto.
La ricostruzione, voluta da Pericle a metà del V secolo a.C. e diretta artisticamente da Fidia, diede vita in pochi decenni al complesso oggi visibile: Partenone, Propilei, Eretteo e Tempio di Atena Nike furono realizzati tra il 447 e il 406 a.C., nel pieno della supremazia politica e culturale ateniese.
Dopo l’indipendenza greca del 1830 iniziarono le prime campagne di restauro moderne, proseguite con la creazione, nel 1975, di una commissione interdisciplinare del Ministero della Cultura tuttora al lavoro sul sito. L’Acropoli è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987, prima iscrizione in assoluto nella lista.




