Delos

L'isola di Delos e il suo sito archeologico si trovano a 45 minuti di traghetto da Mykonos. In passato Delos era considerata l'isola più sacra della Grecia.

L’isola sacra di Delos, Δηλος in greco, è un piccolo lembo di terra roccioso a poche miglia dalle coste occidentali di Mykonos. Delos è una delle isole più piccole delle Cicladi ma è stata sempre considerata dagli antichi il fulcro dell’arcipelago.

Dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco, l’isola di Delos secondo la mitologia è stata il luogo di nascita di Apollo e Artemide e oggi è un vasto sito archeologico ricco di importanti monumenti che attirano migliaia di visitatori ogni anno.

Il sito archeologico dal valore inestimabile, secondo per importanza solo a Delfi, copre quasi l’intera isola: dal porto una maestosa via sacra porta al Santuario di Apollo, dove ci sono templi e altari. A nord c’è il lago sacro, con la famosa Terrazza dei Leoni, e l’Agora degli italiani. Alcune delle case mostrano ancora dei magnifici pavimenti a mosaico. I monumenti coprono un arco di tempo che va dal periodo arcaico, attraversa l’età classica, fino al periodo ellenistico e sono suddivise in 4 aree principali: il quartiere marittimo, il teatro, il Santuario di Apollo al centro del sito a nord del porto e il distretto del Leone.

L’isola appare immobile nel tempo e ancora simile all’originale, anche perché una curiosa tradizione, derivante da un responso di un oracolo, vuole che in questo luogo sacro non sia permesso nascere o morire. Attualmente, soltanto agli archeologi è permesso pernottare sull’isola.

L’isola di Delos può essere raggiunta giornalmente da Mykonos e nel periodo estivo dalle isole di Tinos e Naxos.

Come visitare Delos

Da Mykonos il viaggio in barca dura poco più di 45 minuti. E’ possibile prenotare online il proprio tour all’isola di Delos seguendo le indicazioni di seguito.

Un po’ di storia dell’isola

Delos fu un importante centro religioso e commerciale, grazie alla sua posizione strategica, centro delle rotte marittime. Dopo essersi difesa nelle guerre persiane, cadde nel 454 sotto gli ateniesi. Con l’avvento di Alessandro Magno ottenne nuovamente l’indipendenza e il suo potere economico. Fu il perno dei commerci del mediterraneo orientale e centro cosmopolita.

Anche i romani riconobbero all’isola lo statuto di porto franco, ma nell’88 Mitridate, re del Ponto, attaccò duramente questa colonia latina e vent’anni dopo i pirati deportarono i pochi superstiti come schiavi. L’isola decadde e dal VII secolo venne completamente abbandonata. Solamente nel 1873, grazie alla scuola francese di archeologia, la Grecia permise l’apertura di siti archeologici.

Il sito archeologico

Munirsi di cappello per ripararsi dal sole durante la coda all’ingresso. Il percorso è abbastanza lungo e ricco.

Dal porto sacro, luogo di attracco delle antiche delegazioni inviate alle cerimonie religiose, passando vicino alle case di Dioniso, di Cleopatra e del Tridente, si arriva all’antico teatro. Da qui la vista è divina.

Nella casa delle Maschere e nella casa dei Delfini è possibile ammirare stupendi mosaici. Da qui si arriva alla cima del monte Kynthos e si può contemplare lo spendido paesaggio sulle isole di Naxos e Siros a Nord, Tixos a Sud e Mykonos a Est. Scendendo si passa davanti l’antro di Eracle e le terrazze delle Divinità straniere (siriane ed egiziane). Ancora più in basso c’è la casa di Hermes con il suo grande impluvium.

Presso l’imbarcadero, dall’Agorà dei Completaliasti si arriva al quartiere dei santuari. Percorrendo il viale delle Processioni si vede la Stoà di Filippo e l’Agorà dei Deli, piazza del mercato a forma quadrata. Attraversata una piazza di marmo azzurro si giunge alla casa dei Nassi, alla colossale statua di Apollo e al keraton, altare in onore di Apollo, una delle sette meraviglie del mondo antico.

Inoltre si riconoscono i santuari di Dioniso e dei Tori. Prima dell’agorà degli Italiani c’è il lago Sacro (prosciugato nel 1925). A sinistra c’è la maggior attrazione di Delos, la terrazza dei Leoni, dei quali rimangono però solamente le basi, essendo stati trasportati all’interno del museo, alla fine del percorso.

 

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